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IL VERDE DA INTERNI PER AMBIENTI CON SCARSA LUMINOSITÀ

10 splendide piante che hanno bisogno di poca luce

Nessuna pianta può vivere nel buio completo: ma alcune sono in grado di tollerare bene la scarsità di luce, e sono quindi importanti per decorare la casa nelle zone in cui la luce diurna arriva poco, con il risultato di arricchire gli ambienti indoor di natura e vitalità anche nei mesi in cui le giornate sono molto corte e poco soleggiate.

Il verde che ama l’ombra

Quali piante d'appartamento hanno bisogno di poca luce?

Certo, nessuna pianta può fare a meno della luce, che è assolutamente necessaria per la fotosintesi, il fenomeno che consente alle piante di vivere, di crescere e di moltiplicarsi, garantendo la sopravvivenza di ogni specie. Le piante che in assoluto hanno bisogno di meno luce sono alcuni tipi di felce che vivono nelle caverne; i muschi e alcuni tipi di alghe possono vivere in condizioni che il nostro occhio percepisce ormai come buio quasi assoluto.

A soffrire per la carenza di luce sono soprattutto le piante che provengono da zone molto soleggiate, come la yucca, l'aloe vera e vari tipi di cactus, che hanno bisogno di luminosità intensa. Se c'è una carenza di luce, i germogli crescono rapidamente, ma restano deboli e fragili; facilmente appassiscono o si afflosciano. 

Tuttavia, ci sono anche piante da interno che possono adattarsi bene a un ambiente povero di luce, anche se in alcuni casi il tollerare poca luce significa, per l’esemplare, rallentare il suo sviluppo e produrre pochi o nessun nuovo getto o bocciolo. La luce artificiale non è sufficiente neppure se le tue lampadine in casa sono potenti; un aiuto può invece venire dalle apposite luci a LED per piante, idonee per creare le condizioni adatte allo svolgimento della funzione clorofilliana e quindi del normale metabolismo vegetativo.

Se cerchi una pianta d'appartamento per un angolo quasi buio, scegliere la specie adatta è fondamentale per evitare delusioni e per trasformare le stanze in una foresta… O meglio nel sottobosco di una foresta: è infatti questa la condizione naturale che caratterizza l’ambiente di origine delle piante che meglio tollerano, e in qualche caso cercano, la vita in penombra, con poca luce e niente sole.

Importante: il colore e la consistenza delle foglie possono essere usati come indicazione del fatto che una pianta d'appartamento possa farcela con poca luce.

Da sapere

Più le foglie sono scure, sottili e grandi, maggiore è la resistenza della pianta negli ambienti poco luminosi; il tipo di fogliame segnala che la pianta cerca di raccogliere tutta la luce possibile in ambienti dove ce n’è poca.

Il mondo vegetale sotto i grandi alberi nella foresta pluviale tropicale, in Asia come in Centro America o in Africa, è caratterizzato dal fatto che a terra arriva poca luce, filtrata dalle fronde e da grandi rami. Le piante che vivono nelle nostre case in zone poco luminose hanno le loro origini proprio in questi ambienti particolari.

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Aspidistra

L’aspidistra è una pianta estremamente resistente e poco esigente ed è quindi la candidata perfetta per stanze con poca luce. Cresce negli angoli più bui della casa o lungo le scale, e passa volentieri l’estate all’aperto, in ombra. Poiché può sopportare anche sbalzi di temperatura, correnti d'aria e polvere, viene spesso coltivata anche nelle chiese, nei centri commerciali, negozi e uffici dove luce e cure sono entrambe cose rare! Le sue richieste di attenzione sono davvero minime. Prima di annaffiare di nuovo, dovresti sempre verificare se la superficie del terreno si è asciugata. Vive anche senza concimazioni, ma se la nutri una volta al mese con un prodotto liquido per piante verdi la vedrai prosperare; diventa rapidamente grossa e folta.

Suggerimento: non utilizzare l’aspidistra variegata!

La varietà con foglie rigate in bianco è molto bella, ma ha bisogno di luce intensa per sviluppare le variegature sul fogliame, che spariscono rapidamente se vive in ambiente con poca luce naturale.

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Felci

Poiché le felci di solito crescono nelle fresche foreste con poca luce solare, tollerano bene gli ambienti poco luminosi. Tuttavia, a causa della loro origine, apprezzano un livello di umidità relativamente alto, il che le rende particolarmente consigliabili per la stanza da bagno. Per coccolare la felce, puoi vaporizzare regolarmente le sue foglie con acqua priva di calcare e, di tanto in tanto, metterla sotto il getto delicato della doccia con acqua non gelata. Anche le irrigazioni devono essere generose, con acqua non calcarea (l’ideale è quella piovana. Le temperature fresche (16-18°C) sono ideali per la maggior parte delle felci.

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Zamioculcas

Questa pianta molto elegante può adattarsi bene a diverse condizioni di illuminazione: idealmente, cresce in luoghi parzialmente ombreggiati, senza sole, ma tollera bene anche condizioni di penombra, dove il profondo verde scuro delle sue foglie è ben conservato. Quando si sceglie la posizione, tuttavia, è necessario considerare le condizioni di temperatura nella stanza. La Zamioculcas non si sente a suo agio in ambienti freschi. A causa della sua origine nelle foreste tropicali dell'Africa orientale, richiede temperature calde, circa 18-25 °C. Pianta durevole e poco esigente, ha un vantaggio importante: è poco ingombrante e non ha bisogno di grandi vasi. Anche la zamioculcas ama essere vaporizzata regolarmente sul fogliame.

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Filodendro

Il filodendro è un amico fedele in casa. Cresce bene in luoghi da parzialmente ombreggiati a ombreggiati, con la massima umidità possibile. In natura è una pianta rampicante: nelle sue terre d’origine, le foreste pluviali del Sud America, ama arrampicarsi sugli alberi. Ma del filodendro esistono molte specie e varietà, e alcune crescono erette. Le specie e varietà rampicanti sono vigorose e non di rado anche in casa possono allungarsi per due o tre metri, in condizioni ideali di luce e umidità. Poiché il filodendro cresce rapidamente, ha bisogno di concime con regolarità. Nella stagione vegetativa (marzo-ottobre) conviene fornire concime liquido per piante verdi una volta alla settimana; la concimazione una volta al mese è sufficiente nel periodo di riposo invernale. Anche per l’irrigazione occorre adeguarsi alla fase di crescita e di riposo: in primavera-estate si consiglia di annaffiare una volta alla settimana; gli intervalli possono essere prolungati durante la fase di riposo quando sarà sufficiente innaffiare ogni due o anche tre settimane. Soprattutto in inverno, quando la pianta è stressata dall'aria secca e calda delle stanze di casa, è consigliabile vaporizzare regolarmente le sue foglie con acqua priva di calcare e, di tanto in tanto, mettere la pianta sotto il getto delicato della doccia con acqua non gelata, se le sue dimensioni lo consentono (a volte il filodendro diventa enorme!)

Consiglio

Il tuo filodendro è diventato troppo alto? Puoi tagliare le parti apicali, da far radicare in acqua per ottenere nuovi esemplari, riportando la pianta madre a una dimensione accettabile.

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Spatifillo

Lo spatifillo è una pianta d'appartamento compatibile con l'ombra: ama vivere in luoghi senza luce solare diretta. Inoltre, è molto facile da curare, davvero senza complicazioni, e molto durevole, anche se a volte produce molte foglie e pochi fiori in ambienti imperfetti (per esempio con aria troppo secca). Cresce infatti bene in condizioni di elevata umidità e temperature miti, circa 20-25 °C. Ciò è dovuto alla sua origine, le foreste tropicali del Sud America. La temperatura non deve scendere sotto i 18 °C. Puoi facilmente aiutare il tuo spatifillo vaporizzando regolarmente acqua non fredda e a basso contenuto di calcare sulle sue belle foglie verdi e lucide. Uno spray lucidante è utile per donare alle foglie una lucentezza extra.

Avvertenza: tieni presente che le foglie e i fiori, se ingeriti, sono tossici; attenzione dunque se in casa ci sono bambini piccoli o cuccioli curiosi che addentano qualsiasi cosa.

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Anturio

Per l’anturio ogni angolo con poca luce diventa un luogo ideale, dove attrae l’attenzione perché questa pianta elegante non ha solo foglie meravigliosamente lucenti, ma anche fiori che aggiungono una bella macchia di colore. L'anturio proviene dall'America centrale e meridionale, dove vive nelle zone tropicale umide, immerse nelle foreste. Di conseguenza, una temperatura intorno ai 20-25 °C e un’elevata umidità sono perfetti per questa pianta, che apprezza gli ambienti luminosi senza sole, ma può anche sopportare la penombra. In inverno l’anturio va in parziale riposo ed è quindi utile collocarlo in un ambiente relativamente fresco, intorno ai 17 °C. Spruzza regolarmente acqua non fredda e decalcificata sul fogliame (per non macchiarlo con chiazze di calcare) e innaffia con lo stesso tipo di acqua: le radici dell’anturio non amano il calcare. Concima settimanalmente in estate e circa una volta al mese in inverno con un fertilizzante liquido per piante verdi.

Consiglio

Come molte piante tropicali abituate all’acqua piovana, che non contiene calcare, l’anturio va innaffiato con acqua lasciata decantare almeno 48-72 ore nell’innaffiatoio. Oppure puoi bollire l’acqua e innaffiare quando si è raffreddata.

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Dracena

La dracena è una pianta d'appartamento poco esigente e ha bisogno di poca luce. Con luminosità intensa le variegature delle foglie sono più pronunciate; le varietà a foglia interamente verde sono le più indicate per le zone poco luminose. Se il fogliame diventa marrone, si formano chiazze secche o le punte si seccano, il problema è negli errori di irrigazione, perché la dracena ama l’umidità ma non tollera il ristagno idrico, inoltre teme le correnti d’aria fredda. Attenzione anche alla polvere: se si deposita sul fogliame, tende a ostruire i pori di traspirazione, occorre quindi pulire regolarmente le foglie con un panno umido; il lucidante fogliare può essere di aiuto. Se le foglie sono sane e belle, la tua dracena svolgerà anche un prezioso lavoro di depurazione dell’aria negli ambienti indoor, assorbendo sostanze tossiche come benzene, tricloroetilene e toluene, composti presenti nei derivati dal petrolio.

Avvertenza: negli animali domestici, come i gatti, la dracena può causare problemi di stomaco se ingerita. Se hai animali in casa, controlla che non si avvicinino o scegli piante diverse.

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Bambù della fortuna

Nonostante il nome, il bambù della fortuna non appartiene alla famiglia dei bambù, ma è in realtà una dracena, della quale vengono utilizzati porzioni di getti semilegnosi dai quali si formano germogli. Di conseguenza, un luogo caldo e luminoso con elevata umidità è l'ideale. Proprio come la dracena, anche il bambù della fortuna può far fronte a una situazione di carenza di luce, dove però cresce molto più lentamente. Il bambù della fortuna è spesso in idrocoltura, poiché questo è il modo più semplice per fornire umidità alle radici senza il rischio di ristagni d'acqua. Il rischio di danni alle radici, sia per l'essiccazione che per l'eccessiva umidità, è ridotto al minimo grazie a questo metodo di coltivazione. Con la coltivazione idroponica occorre fornire l’apposito nutrimento per idrocoltura, perché l’acqua da sola non è in alcun modo sufficiente per favorire la vita e lo sviluppo delle piante.

Avvertenza: essendo una dracena, il bambù della fortuna è velenoso se ingerito da bambini e animali domestici.

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Clorofito

Per quanto riguarda la posizione, il clorofito è estremamente adattabile. Un luogo luminoso è ideale per favorire la vivace variegatura con le strisce bianche o gialle sulle foglie. Ma potrai coltivarlo senza problemi in zone poco luminose della casa, anche come pianta appesa, in un cestino o in vasi fissati al muro. Per quanto riguarda la cura, il clorofito è estremamente robusto e di facile manutenzione, motivo per cui viene spesso utilizzato in negozi, uffici e centri commerciali. Le sue radici immagazzinano acqua e grazie a ciò sopravvive bene a un breve periodo di siccità. Certo, se annaffi regolarmente vedrai subito i risultati: una crescita rapida e tanti “figli” con ciuffetti di foglioline che si formano lungo gli steli dove sono apparsi i fiorellini bianchi. Come linea guida, puoi pianificare di somministrare acqua una volta alla settimana. Prima di annaffiare, verifica se lo strato superiore del terreno si è asciugato; altrimenti, aspetta ancora prima di fornire acqua. Assicurarsi sempre che non si verifichino ristagni d'acqua. Anche la concimazione non deve essere troppo frequente: ogni 15 giorni in primavera-estate e ogni 3-4 settimane da ottobre a marzo.

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Pothos

Posizione luminosa, parzialmente ombreggiata o decisamente scura e ombreggiata? Tutto è possibile con il pothos! Come molte altre piante d'appartamento, preferisce un luogo luminoso; se vuoi posizionarlo in un angolo con poca luce, scegli una varietà con foglie verde scuro, che avranno bisogno di meno luce rispetto alle tipologie con foglie molto chiare e variegate. Poiché il pothos ama l'umidità elevata, in bagno può trovare un ambiente ideale.

Avvertenza: il pothos è velenoso e deve quindi essere tenuto fuori dalla portata dei bambini piccoli e degli animali domestici, soprattutto dei cani cuccioli. Ma di solito non è un problema: può essere coltivato dove bambini e animali non possono arrivare, per esempio su una mensola, un ripiano di uno scaffale o libreria, sopra un mobile o in un cestino appeso in alto, posizioni dove i suoi rami ricadenti diventano molto decorativi e si allungano rapidamente. Un taglio coraggioso e regolare può tenere sotto controllo lo sviluppo, ricavando talee che radicano facilmente in acqua.

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